Il testo che segue raccoglie la prima bozza delle raccomandazioni sulla sicurezza e ricostruzioni delle scuole. I contenuti presentati sono l’esito dell’elaborazione di quanto è emerso durante gli eventi della campagna #sicuriperdavvero. È possibile commentare questo testo fino al 30 maggio 2020.

PREMESSA

Le raccomandazioni sulla sicurezza e sulle ricostruzioni delle scuole post disastro sono state elaborate sulla base del report del policy lab che si è tenuto a Bologna il 21 giugno 2018, principalmente, e sul contributo scritto da Adriana Bizzarri di Cittadinanzattiva per il sito Sicuriperdavvero.it “L’edilizia scolastica: da emergenza ad investimento strategico” [1].

Inoltre, data l’importanza degli edifici scolastici come edifici pubblici e di pubblica utilità e l’interesse dei partecipanti al percorso di #sicuriperdavvero, diversi elementi riguardanti le scuole sono stati discussi anche negli altri policy lab della Campagna.

Altra fonte rilevante per l’elaborazione delle raccomandazioni, è la proposta di legge “Disposizioni e delega al Governo in materia di sicurezza nell’ambito scolastico, nonché misure in favore delle vittime di eventi emergenziali di protezione civile” presentata alla Camera dei Deputati su proposta di Save The Children e Cittadinanzattiva [2].

La proposta di legge recepisce le richieste contenute nel Manifesto per una proposta di legge sulla sicurezza scolastica predisposto da Cittadinanzattiva e Save the Children nei primi mesi del 2019 [3]. Nel Manifesto ( e nella relazione illustrativa della proposta di legge)  vengono riportati, inoltre, dati rilevanti sullo stato del patrimonio edilizio scolastico composto da “40.160 edifici attivi, di proprietà dei comuni, delle province e delle città metropolitane, di cui oltre la metà – 22.000 – è stata costruita prima dell’anno 1970. Il 38 per cento degli edifici scolastici è privo del certificato di collaudo statico, mentre il 53,8 per cento non ha quello di agibilità o di abitabilità. Secondo i dati elaborati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia per Save the Children, sono circa 4 milioni e mezzo gli studenti e le studentesse tra i sei e i sedici anni che vivono in province rientranti totalmente o parzialmente nelle aree del territorio nazionale con una pericolosità sismica alta (zona 1) o medio-alta (zona 2), nelle quali sono presenti 17.343 edifici scolastici, pari al 43 per cento del totale.” [4]

La scuola, nelle normative attuali, viene definita solo come luogo di lavoro (quindi con il punto di vista di chi ci lavora) anche se la maggior parte delle persone che la frequentano sono soprattutto bambine/i e ragazze/i. Le raccomandazioni invece prendono in considerazione la scuola non come oggetto statico ma come struttura con spazi multifunzionali, come luogo aperto ad attività extra‐didattiche aperte alla cittadinanza.

La scuola va intesa come il cuore di una comunità e, in quanto tale, può ospitare luoghi di riunione, sale polivalenti e auditorium utilizzabili da tutti i cittadini e le cittadine. Ciò vale anche in fase di ricostruzione post‐terremoto perché, quando vengono a mancare altre strutture, la scuola può  diventare un luogo dove la comunità si può ritrovare.

La legislazione attuale manca quindi di prospettiva, manca il punto di vista dei bambini e delle bambine, dei genitori che raramente hanno la possibilità di attivarsi per la definizione della vita scolastica. 

RACCOMANDAZIONI 

La scuola deve essere vista come uno spazio unico e integrato in cui i vari microambienti, finalizzati a scopi diversificati, hanno la stessa dignità e risultano flessibili, abitabili e in grado di accogliere in ogni momento le persone. Si tratta di spazi che presentano un adeguato livello di funzionalità, comfort e benessere per realizzare le molteplici attività della scuola [5].

Dando per scontato che debba essere garantita a priori la sicurezza statica e sismica degli edifici, quella interna alle strutture scolastiche, invece, deve essere considerata come modulabile in base alle attività che vi si svolgono. La sicurezza dentro la scuola non è pertanto definibile a priori ma deve essere valutata in base alle caratteristiche delle attività che ospita. La sicurezza deve inoltre tenere conto  di elementi come salubrità, comfort e quanto altro favorisca la vita del bambino nell’edificio[6].

Inoltre, per quanto riguarda specificatamente la ricostruzione delle scuole post terremoto, l’esperienza degli ultimi 11 anni dovrebbe insegnarci che è inammissibile far perdurare lo stato di precarietà che hanno vissuto e stanno tuttora vivendo gli insegnanti, gli studenti e le studentesse del L’Aquila [7].  

Di seguito i principi generali espressi nel paragrafo precedente vengono approfonditi in  raccomandazioni dettagliate: 

1) La sicurezza in ambito scolastico deve essere definita come l’insieme di elementi di sicurezza strutturale e antisismica e al contempo l’insieme di quegli elementi che ne garantiscono  abitabilità,  salubrità,  comfort e assenza di barriere architettoniche.

2) Deve essere garantito il diritto di partecipazione a tutte le attività connesse alla sicurezza scolastica, ai processi di ricostruzione, ristrutturazione e ripristino degli edifici scolastici in seguito ad eventi calamitosi e alla progettazione e costruzione di nuove scuole da parte di tutta la comunità interessata. La partecipazione deve essere garantita anche per la definizione degli ambienti scolastici in relazione alla didattica.

3) All’interno del percorso di studi di ogni ordine e grado deve essere inserito l’insegnamento della protezione civile come materia scolastica, prevedendo l’adozione di comportamenti di autoprotezione e di misure di prevenzione non strutturale. Inoltre, la formazione sui rischi connessi al territorio di appartenenza deve essere parte integrante della didattica così come le esercitazioni pratiche sulla base dei piani di emergenza e di evacuazione delle scuole.

4) Per quanto riguarda le emergenze, i piani di evacuazione  devono essere strettamente correlati con i piani di protezione civile comunale elaborati anche grazie alla partecipazione di tutta la comunità interessata con regolari esercitazioni sulle procedure di allertamento e evacuazione della popolazione scolastica.

5) gli edifici scolastici devono essere considerati “edifici di interesse strategico” laddove non siano già gli edifici  individuati  nel  piano  di  protezione civile regionale e comunale [8].

6) La governance della sicurezza dei plessi scolastici, così come la ricostruzione delle scuole, deve essere chiara, trasparente in tutti gli aspetti e devono essere facilmente individuabili gli obblighi e le responsabilità di tutti i soggetti istituzionali interessati. Opportuno anche un adeguato supporto tecnico agli enti locali per la compilazione e forme di agevolazione nell’utilizzo dei fondi per la messa in sicurezza delle scuole superando l’attuale farraginosità delle procedure.

7) E’ fondamentale procedere alle verifiche di vulnerabilità di tutti gli edifici scolastici esistenti e laddove non sia possibile procedere all’adeguamento della struttura, l’edificio deve essere considerato inagibile [9].

8) In caso di emergenza post catastrofe e in attesa della ricostruzione o della ristrutturazione e ripristino del plesso scolastico, l’attività scolastica deve essere garantita in strutture adeguate e quanto più conformi ai principi della raccomandazione 1). In ogni caso la permanenza degli studenti e delle studentesse e del personale scolastico nelle strutture provvisorie non deve essere superiore ad un anno scolastico.

9) La ricostruzione delle scuole deve essere tra le priorità nell’ambito della ricostruzione degli edifici pubblici e di pubblica utilità e al contempo prevedere la partecipazione attiva delle comunità interessate, fin dalla decisione del sito.

10) La ricostruzione, così come lo stato generale dei plessi scolastici, deve essere trasparente e consentire il monitoraggio civico da parte di tutta la cittadinanza grazie ad appositi portali web contenenti informazioni su tutto l’iter della ricostruzione in formato open data. Lo stesso vale per il portale dell’anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica che deve contenere informazioni complete, accessibili e trasparenti di tutti gli edifici ad uso scolastico inclusi gli asili nido.

NOTE

[1] Consultabile all’indirizzo: https://www.sicuriperdavvero.it/contributi/situazione-emergenziale-edifici-scolastici-monitoraggio-civico-investimento/

 [2] Atto Camera N° 2214 presentata il 24 ottobre 2019. Maggiori dettagli all’indirizzo: https://www.camera.it/leg18/126?leg=18&idDocumento=2214

 [3] Manifesto per una proposta di legge sulla sicurezza scolastica consultabile all’indirizzo: https://www.cittadinanzattiva.it/files/notizie/scuola/Manifesto_per_una_PROPOSTA_DI_LEGGE_sulla_sicurezza_scolastica_DEF_lug2019docx.pdf

[4] Dalla relazione illustrativa dell’Atto Camera N° 2214

[5]  cfr. INDIRE, Architetture scolastiche: http://www.indire.it/progetto/architetture-scolastiche/

[6] Sicuri per davvero, Futuro Sicuro: la sicurezza e la ricostruzione delle scuole d’Italia, Report tavoli di lavoro, 21 giugno 2019, Bologna, pag. 7.

[7]  A tal proposito si veda il contributo della Commissione Oltre il MUSP sul sito sicuriperdavvero.it: https://www.sicuriperdavvero.it/contributi/la-scuola-resiliente-limpegno-di-oltre-il-musp/ 

[8]  Gli edifici  di  interesse  strategico  sono quegli edifici le cui  funzionalità durante  gli  eventi  sismici  assumono e  rilievo  fondamentale  per  le finalità di protezione civile  sono  quelli  in  tutto  o  in  parte ospitanti  funzioni  di  comando,  supervisione  e  controllo,   sale operative,  strutture  ed  impianti  di  trasmissione, banche  dati, strutture di supporto logistico  per  il  personale  operativo  quali alloggiamenti e  vettovagliamento,  strutture  adibite  all’attività logistica di supporto alle  operazioni  di  protezione  civile  quali stoccaggio, movimentazione,  trasporto,  comprese  le  strutture  per l’alloggiamento di strumentazione di  monitoraggio  con  funzione  di allerta,  autorimesse  e  depositi, strutture  per  l’assistenza   e l’informazione alla popolazione, strutture e presidi ospedalieri.

[9]  Il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti del  17 gennaio 2018. Aggiornamento delle «Norme tecniche per le costruzioni». fissa dei parametri specifici sulla vulnerabilità delle costruzioni ad uso scolastico. Ovvero che nelle verifiche rispetto alle azioni sismiche, il livello di sicurezza della costruzione è quantificato attraverso specifici rapporti elencati nel decreto. Dove viene stabilito che nelle e costruzioni ad uso scolastico l’ indice di rischio sismico non deve essere inferiore a 0,6. Maggiori dettagli si veda il capitolo 8 – Costruzioni esistenti: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2018/02/20/42/so/8/sg/pdf

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Relativamente al punto 7, mi chiedevo se l’Anagrafe della edilizia scolastica, che avrebbe dovuto permettere di monitorare in maniera continuativa e precisa lo stato delle nostre scuole, possa essere un utile strumento per le verifiche sulla vulnerabilità degli edifici.

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